Instagram, cosa sta succedendo?

Sono settimane piene di mille aggiornamenti, bug di Instagram, cali di visibilità… ma cosa sta succedendo davvero?


La cosa è sotto gli occhi di tutti, decine di influencer, agenzie e utenti, negli ultimi giorni, hanno espresso sul web, attraverso social network, forum e blog le loro preoccupazioni sul calo della portata organica dei propri contenuti su Instagram. Le voci che, ora dopo ora, diventavano sempre più insistenti sono state smentite da un portavoce di Instagram, ma il problema resta tale.

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Molti account (personali, aziendali e Creator) stanno subendo un drastico calo di interazioni e impression sulla piattaforma.


La sensazione è quella che stia accadendo ciò che è già successo nel 2014 per Facebook, una riduzione sempre più marcata della visibilità per favorire investimenti più massicci in advertising.
Che Instagram stia introducendo sempre più funzioni atte alla monetizzazione non è infatti un segreto, è proprio di questi giorni la notizia che ai Brand sarà presto consentito la sponsorizzazione diretta dei contenuti postati dai propri influencer.


Una cosa è certa: Instagram, come in generale la comunicazione, sta cambiando molto velocemente: se un anno fa “bastava” pubblicare belle foto e avere un bel feed, ora l’esperienza degli utenti è fortemente cambiata.

Le Instagram Stories la fanno da padrona, non è un caso che una recente indagine di Blogmeter.it (fonte a questo link) affermi “che il 32% degli Italiani preferisce guardare stories anziché leggere un post, percentuale ancora più alta nella fascia 15-24 anni, raggiungendo il 52%”.

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L’indagine afferma inoltre come gli utenti di Instagram (e quindi probabilmente anche tu!) naviga nell’app perché ama seguire le stories di influencer che ci mettono la faccia nel raccontare la loro vita, e molte volte questo è proprio il motivo per cui queste figure sono diventati tali. Un racconto che sia fatto di esperienze di viaggio, di quotidianità famigliare, o di qualsiasi argomento che crei forte interesse nella comunicazione verbale della persona. L’autenticità e la spontaneità risultano essere caratteristiche di forte engagement per gli utenti.

Riporta sempre Blogmeter, “gli intervistati dichiarano di seguire le personalità social perché parlano di argomenti di loro interesse e perché sono simpatici e spontanei”.

Non è un caso che molti influencer che oggi continuano a lavorare molto, sono coloro i quali si sono adattati al cambiamento: metterci la faccia, nelle stories, è un aspetto rilevante in merito alla capacità di coinvolgere le persone, e l’indagine di blogmeter lo dimostra.

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Ciononostante, il calo della portata organica di Instagram è rilevante: il cambiamento dell’algoritmo che regola la visualizzazione dei contenuti di Instagram da parte dell’utenza ha in serbo un nuovo taglio.

Cambiare strategia? No, è necessario adattarsi, e iniziare ad investire in advertising: per i brand, e per gli influencer stessi.

Le piattaforme Social, ci piaccia o no, stanno sempre più diventando degli spazi a pagamento all’interno dei quali dobbiamo comunque sempre mantenere elevata la qualità dei nostri post, l’interazione con il nostro pubblico e capire che è diventato necessario predisporre dei budget da destinare in advertising.

Ha senso oggi presidiare Instagram pubblicando ogni giorno, e poi mostrare i nostri contenuti soltanto ad un ristretto numero di persone?




I numeri di Instagram in Italia

Molti di noi sanno che, in Italia, gli account attivi dichiarati da Instagram sono quasi 19 milioni e mezzo. Ci siamo voluti togliere la curiosità di andare a calcolare quanti di questi ci sono ogni 100 abitanti (Istat gennaio 2018) per regione e la sottostante tabella fornisce il risultato:


Svetta il Lazio con 36 profili Instagram ogni 100 abitanti mentre chiude la classifica la Basilicata che ne conta ‘solo’ 25. La media nazionale è di 32 account ogni 100 abitanti e comunque la classifica è molto corta, il divari tra la prima e l’ultima è di solo 11 profili.

Per completare la ricerca siamo anche andati a vedere quali sono le regioni più taggate su Instagram nel primo semestre del 2019.

Sul podio troviamo Sicilia, Puglia e Sardegna, tre delle nostre regioni più belle e a maggior vocazione turistica.

Come evolverà la classifica con l’arrivo dell’estate e delle vacanze? Non ci resta che attendere i primi di settembre quando pubblicheremo i numeri aggiornati e vedremo se queste tendenze saranno confermate oppure no!

Articolo di Francesco Mattucci

In viaggio con MD Viaggi ad Abano Terme

Alcune settimane fa Gionata ha avuto l’occasione di soggiornare (e rilassarsi!) alle Terme di Abano, in collaborazione con MD Viaggi.

In questo articolo blog ci racconta i punti salienti della sua esperienza, buona lettura!


Abano è davvero a due passi da casa mia, più precisamente poco più di un’ora, ma per svariati motivi (come sempre viaggiamo molto lontano e poi non ci accorgiamo che esistono delle rare bellezze proprio sotto casa) non ci ero mai stato.

Ho colto l’occasione di poterla visitare con MD Viaggi, che mi ha permesso di soggiornare al Hotel Terme Smeraldo, una vera culla di relax per me e Federica, che da un po’ stavamo cercando delle sane coccole di benessere.



Dove?

Come noto, Abano Terme è la località dove ogni anno migliaia di persone dedicano il proprio tempo alla cura del proprio corpo.

Le acque e i fanghi termali sono un rimedio naturale e certificato per tutte le persone che soffrono di disturbi muscolari, di circolazione, o più in generale di coloro che necessitano rinvigorire la qualità del proprio benessere fisico.

Oltre ad offrire tutto ciò, Abano è a due passi da alcuni piccoli borghi del padovano davvero interessanti e tipici.

Li citerò più tardi nelle prossime righe!



La struttura

L’hotel Terme Smeraldo è una struttura ricettiva che è possibile prenotare tramite MD Viaggi, e offre varie soluzioni per tutti coloro che cercano una vacanza di benessere.

Ordinato, curato e pulito nell’accoglienza, L’Hotel Terme Smeraldo offre inoltre una ottima cucina, a colazione, pranzo e cena. 

Se cercate un soggiorno di benessere, l’Hotel offre tutto quello di cui necessitate. I servizi non mancano, la cucina è molto buona, la zona benessere è sempre ordinata, lo staff è sempre gentile… insomma: non avrete problemi a sentirvi a proprio agio!


L’area benessere

È evidente come Abano sia una località che si dedica prevalentemente alla cura del corpo con i fanghi termali: ma ci terrei a sfatare il tabù che afferma come questo sia “una cosa da vecchi!”. Non è vero: prendersi cura del proprio corpo è una cosa che possono (e dovrebbero!) fare tutti, soprattutto in una quotidianità sempre più stressante, metodica e digitale.

Io e Federica abbiamo provato in trattamento al fango termale che favorisse la circolazione e il benessere del corpo. Purtroppo, rimanendo spesso seduti durante l’orario di lavoro e non facendo molta attività fisica, le mie gambe sono spesso appesantite! Quale miglior rimedio di un trattamento termale per rinvigorirle?

All’Hotel Terme Smeraldo è possibile infatti personalizzare ogni trattamento in base alle proprie necessità ed esigenze: la terapista Mary ci ha davvero regalato una magica sensazione di benessere!




I dintorni

Durante l’ultimo pomeriggio ci siamo presi un paio di ore per visitare alcuni dei borghi limitrofi ad Abano Terme, e ve ne voglio consigliare alcuni.

Tra le cose da non perdere, lo storico borgo di Arqua Petrarca, che è considerato uno dei più bei borghi d’Italia, lo sapevate?

Piccolo ma infinitamente coccolo, è il luogo ideale dove prendere un aperitivo locale nel massimo silenzio della natura.

Consiglio anche una veloce visita a Villa Draghi e Villa Francesca: in questa area veneta sorgono alcune delle più illustri Ville Storiche, proprio lungo il fiume Brenta. Non perdetevele perché sono davvero iconiche!

Last but not the least: Il Giardino di Valsanzibio. Un luogo allo stesso tempo magico e surreale, dove la natura incontra la Dea della bellezza e ne fa uscire un tripudio di verde, colore, spontaneità. Se amate i luoghi all’area aperta, questo non può mancare nella vostra travel List!



Come accennato, MD Viaggi propone dei pacchetti davvero interessanti per dei soggiorni di benessere e gusto: visitate il loro sito e iniziate ad organizzare la prossima vacanza italiana!










Natura e relax, il mio soggiorno al Rosenhof con MD Viaggi

Non è stato facile, per un ragazzo del Sud come me, entrare in confidenza con le montagne del Nord, i loro paesaggi e dei modi di vivere differenti rispetto ai miei.
Ma devo ammettere che negli ultimi anni sto imparando sempre più ad apprezzare questi luoghi, dove la natura combina relax e magiche sensazioni di libertà.

La mia prima esperienza in queste zone risale a tre anni fa, quando assieme ad alcuni amici partii per un road trip tra le Dolomiti italiane e i laghi del Trentino: fu la mia prima volta in Val Pusteria, una bellissima zona di montagna che racchiude alcune delle mete più conosciute del Südtirol.


Pochi giorni fa, grazie ad MD Viaggi, ho riassaporato le medesime emozioni, ripercorrendo le stesse valli, gli stessi laghi e scrutando le stesse vette, ma con un comfort in più: l'Hotel Rosenhof.
Chi mi segue su Instagram sa già di cosa parlo, l'Hotel Rosenhof è stato infatti la struttura ricettiva dove ho soggiornato, e nelle prossime righe ve la racconterò meglio.


La posizione dell’Hotel


L'Hotel Rosenhof si trova in una zona strategica, a Rio di Pusteria, un piccolo borgo in grado di offrire tutte le comodità logistiche: la stazione dei treni, il collegamento alla principale arteria stradale, la seggiovia, l'autobus che porta alle piste da sci. Non mancano, inoltre, tutti i servizi indispendabili: la farmacia, il supermercato, molti negozi di ogni genere.

Da non dimenticare ovviamente la possibilità di usufruire di tutte le attività outdoor tipiche della montagna, quali trekking, hiking, scalata, biking e chi più ne ha più ne metta.


L’accoglienza 


L’accoglienza in Hotel è stata davvero speciale: la gentilezza e l'ospitalità ricevuta al check-in mi hanno subito fatto sentire a casa! È possibile, tra l’altro, usufruire di una speciale tessera che permette di utilizzare i mezzi pubblici della zona così da muoversi dall’Hotel verso le zone limitrofe.

Le camere dell'Hotel sono confortevoli, spaziose e recentemente ristrutturate. Lo stile è quello tipicamente tirolese, capace di catapultarmi fin da subito nel vero "mood montano". Per un social-addicted come me, vi assicuro che non mancano le prese elettriche, ossigeno fondamentale di ogni vacanza!

E vogliamo parlare della vista panoramica dalla terrazza? Beh, lasciamo parlare le immagini!

Il food

Gli spazi comuni del Rosenhof sono molto curati, ho apprezzato la scelta stilistica degli interni, la cura dei particolari della sala colazione e del ristorante. Il mood resta quello alpino ma con un tocco di modernità che di certo non guasta, anzi!

L'ottimo rapporto qualità prezzo dell'Hotel, è dato anche dalla qualità della sua cucina, della colazione e della merenda, perché si, al Rosenhof è inclusa anche la merenda a buffet dalle 15 alle 17!

La colazione è molto fornita, riuscirete a trovare tante alternative per iniziare al meglio la vostra giornata, sia che siate amanti della colazione salata, sia che preferiate risvegliarvi con il dolce sapore di croissant e ciambelle ripiene.

A cena invece si ha sempre una scelta tra due diversi primi e due secondi, con ovviamente antipasto sempre a buffet e dolce del giorno. I piatti sono preparati con ingredienti della zona, genuini, mai scontati e ben presentati. Provare per credere!


La Spa e l’area Wellness

Dulcis in fundo, le coccole.
Durante il mio soggiorno non ho potuto fare a meno di godermi di un paio di bagni nella bella piscina panoramica situata sul tetto della struttura (temperatura dell’acqua di 31°, che goduria) e di qualche momento di relax nella Area Wellness della Spa, davvero molto curata.

L'atmosfera qui è davvero elegante e rilassata, non ci sono mai troppe persone contemporaneamente e potrete godervi in tutta tranquillità il vostro tè caldo tra una sauna ed un bagno turco, senza dimenticarsi della calda vasca idromassaggio situata in giardino.


I dintorni

Nel mio breve soggiorno, ho approfittato delle ore centrali della giornata per scoprire i luoghi circostanti. Della Val Pusteria fanno parte, infatti, alcune delle più famose perle delle Dolomiti: Brunico, Dobbiaco, Corvara, San Candido e l’instagrammabile lago di Braies. Potevo forse lasciarmi sfuggire l'occasione di scattare qualche foto in questi paesaggi meravigliosi?

Date un'occhiata alla mie foto di questi luoghi incantati e del Lago di Misurina... ancora ghiacciato!

Come avrete potuto vedere, trascorrere un soggiorno qui è sicuramente ricco di opportunità. 

Il mio personale suggerimento è di dare un’occhiata al sito di MD Viaggi *collegamento ipertestuale*, dove potrete trovare un sacco di vacanze come quella che vi ho raccontato… e mi raccomando, una volta partiti: non dimenticatevi di taggarmi nelle vostre foto che posterete su Instagram!

Instagram ALT TEXT, il futuro della SEO di Instagram

Instagram ALT TEXT, il futuro della SEO di Instagram

Al termine del 2018 Instagram introduce la feature “Alt Text” che, ad oggi, è una delle funzioni con maggiori potenzialità di tutta la piattaforma e, al tempo stesso, una delle più sottovalutate e meno utilizzate.

Ma che cosa è l’Instagram Alt Text?

Non è altro che la possibilità di inserire una descrizione testuale del nostro contenuto che ne spieghi le caratteristiche, quindi un “testo alternativo” che viene visualizzato al posto di una immagine quando la stessa non può essere visualizzata, per esempio nel caso di connessioni particolarmente lente o di persone ipovedenti che utilizzano browser in braille. 

Se il testo alternativo non viene inserito sarà la stessa Instagram a generarne automaticamente uno, lo abbiamo già visto nell’articolo del nostro blog dello scorso 28 febbraio quando abbiamo parlato dell’analisi semantica delle immagini, che potete approfondire cliccando qui.


È chiaro che il testo generato direttamente da Instagram non potrà essere particolarmente curato, quindi diventa necessario da parte dell’utente inserirlo con la massima precisione possibile perché “Alt Text” può anche essere visto come un’estensione SEO di Instagram.

Riflettete! Quando cercate qualcosa su Google avete mai notato che, nella maggior parte dei casi, tra i primi risultati il motore vi restituisce risultati trovati nella tab immagini? Ora provate a pensare cosa accadrà quando saranno disponibili anche i risultati indicizzati da Instagram


Quindi, oltre ai casi sopra esposti, l’Alt Text è un elemento che aiuta i motori a catalogare le immagini, facciamo un esempio, osservate questa immagine.


Se vado a cercare l’analisi prodotta da Instagram trovo:

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Che è sicuramente una descrizione esatta, sommaria ma esatta. Infatti, saranno presumibilmente poche le ricerche fatte con queste Keyword. Apriamo allora l’applicazione, cerchiamo la nostra immagine e clicchiamo sui tre puntini in alto a destra:

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Attraverso il tasto “modifica” andiamo ad inserire il Testo Alternativo così come nell’immagine sopra, salviamo la modifica e torniamo a vedere il valore dell’Alt text nel codice di Instagram:

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Sorprendente vero? A questo punto è facile pensare  quali siano le potenzialità di questo strumento nel momento in cui i motori di ricerca cominceranno a indicizzare anche i contenuti di Instagram!


Il consiglio è quello di inserire il testo alternativo nel momento di pubblicazione dell’immagine, potete comodamente farlo cliccando sul tasto “Impostazioni Avanzate” che si trova nell’ultima riga della pagina dove inserite didascalia e hashtag prima della condivisione.


Per riassumere, questi sono i tre principali vantaggi dell’Alt Text di Instagram:

  • Rende i tuoi contenuti disponibili a persone con difficoltà visive;

  • Aiuta l’algoritmo a capire meglio il tipo di immagini che pubblichi;

  • Espande la rilevabilità dei tuoi contenuti ben oltre Instagram.


Mi raccomando, capite le potenzialità dello strumento diventa immediatamente chiaro che Alt Text non deve essere un copia-incolla della didascalia su Instagram ma un testo che descrive minuziosamente e nella maniera più pertinente il contenuto dell’immagine per far si che esso possa avere più rilevanza possibile in fase di ricerca.











L’influencer marketing e i diritti sulla privacy dei content creator

Nell’ultimo decennio abbiamo assistito ad una vera e propria rivoluzione copernicana. Internet ha ha oltrepassato le colonne d’ercole abilitando tutti noi alla produzione e alla condivisione immediata di testi, foto, video e le nuove piattaforme digitali sono diventate il luogo principale dell’interazione sociale ed economica.

In questa rivoluzione si inserisce il fenomeno degli influencer, una categoria eterogenea che attraverso la propria immagine e la propria capacità relazionale riesce a catalizzare l’attenzione del pubblico ”indirizzando" le preferenze di un numero considerevole di utenti che, da semplici followers, diventano potenziali consumatori.
Ma esattamente chi sono e cosa fanno gli influencer?

Fino a qualche anno fa li avremmo definiti semplici testimonial ma oggi sono i nuovi attori della comunicazione commerciale online e il loro ruolo è nettamente più complesso: non si limitano più ad utilizzare la propria immagine per sponsorizzare un determinato brand ma creano veri e propri contenuti digitali dietro ai quali risiedono tempo, impegno e lavoro che rendono l’attività svolta un’attività da tutelare giuridicamente.

Lo scopo di questo articolo è proprio quello di spiegare, seppur brevemente, quelli che sono gli strumenti giuridici a tutela dell’influencer. In primo luogo va detto che l’attività dovrebbe, sempre, fondarsi su un rapporto di natura contrattuale (il c.d. contratto di sponsorizzazione) idoneo a regolarne sia i diritti di utilizzo e sfruttamento economico dell’immagine sia il diritto d’autore e di proprietà intellettuale sui contenuti digitali prodotti e ciò soprattutto al fine di individuarne la titolarità. Ma di cosa parliamo quando parliamo di diritti, questi sconosciuti?

Il diritto all’immagine, è un diritto della personalità tutelato dal codice civile (art.10), dalla L. 633/1941 sul diritto d’autore e dalla legge sulla privacy (D.Lgs. 196/2003). Senza addentrarci nella normativa di riferimento, basterà qui dire che l’immagine di un soggetto può essere esposta o pubblicata soltanto con il consenso di quest’ultimo eccetto i casi in cui la pubblicazione sia esplicitamente consentita dalla legge. Questo aspetto riveste particolare importanza nell'attività dell'influencer: pensiamo al caso in cui la parte committente (brand) voglia effettuare un re-post dell’immagine precedentemente pubblicata dall’influncer sul proprio profilo, ebbene, se il contratto non prevede questa possibilità, il brand è obbligato a richiedere il consenso dell'influencer prima di procedere alla pubblicazione. Inoltre, vale qui la pena di sottolineare, che il diritto all’immagine è un diritto personalissimo e inalienabile, pertanto, attraverso il consenso ciò che viene ceduta a terzi è la possibilità di utilizzo dell’immagine e non il diritto stesso.

Il diritto d’autore, invece, è l'istituto giuridico -disciplinato dalla Legge n. 633/1941 e dal codice civile- che ha lo scopo di tutelare tutto ciò che è frutto dell'attività intellettuale (letteratura, musica, arte, fotografia etc) attraverso il riconoscimento all'autore dell'opera di una serie di diritti di carattere sia morale, sia patrimoniale. I primi -salvo casi particolari- sono diritti irrinunciabili e inalienabili e tutelano la persona dell'autore mentre i secondi, i cd. diritti di utilizzazione economica, possono essere ceduti a terzi, gratuitamente o dietro compenso.

Nel diritto d’autore rientrano tutte le opere dell’ingegno, comprese le fotografie e i video digitali, per tanto l’Influencer è considerato -a tutti gli effetti- titolare di tale diritto dal momento stesso della creazione, senza necessità di alcuno adempimento e ciò significa che, in assenza di un apposito accordo che disponga diversamente, potrà sempre vantare diritti di esclusiva sul contenuto da lui creato.

Anche la giurisprudenza di merito si è espressa a riguardo affermando, in due recenti sentenze (Rif. nota), che il contenuto digitale è tutelato dal diritto d’autore con la conseguenza che non può essere liberamente utilizzato, condiviso, modificato o distribuito senza una preventiva autorizzazione da parte dell’autore o senza che vi sia una esplicita attribuzione di paternità.

Last but not least, meritano un breve cenno i diritti di privativa. Come è noto, i brand si rivolgono ad un determinato influencer in virtù della popolarità di cui questo gode all’interno del target desiderato, popolarità che avviene e si identifica attraverso il nome o pseudonimo utilizzato dall’influencer. Tale nome, scelto e costruito con cura, possiede un valore commerciale e costituisce un capitale per l’influencer perché può essere oggetto di operazioni di sfruttamento economico tramite la concessione di licenze, di contratti d'esclusiva, di merchandising e sponsorizzazione.

Per tale ragione, al pari di un marchio, il nome può (o dovrebbe) essere tutelato attraverso il cosiddetto diritto di privativa ovvero la registrazione del nome che conferisce al titolare una serie di diritti esclusivi di utilizzo compresa la possibilità di avviare azioni legali contro chiunque tenti di appropriarsene ingiustamente generando confusione nel pubblico.

Appare, dunque, quanto mai chiara la necessità di delineare e tutelare concretamente i diritti che entrano in gioco quotidianamente nell’attività lavorativa dell’influencer, anche perché, un uso consapevole dei social media non può e non deve prescindere dal rispetto degli altrui diritti.




Nota1:

Trib. Milano Sezione specializzata in materia d'impresa, 30 maggio 2016 n. 6766; Trib. Roma Sezione specializzata in materia d'impresa., 1° giugno 2015 n. 12076

Account Instagram Creator: caratteristiche, benefici e vantaggi

La notizia non è delle più recenti, molti siti già dal mese di dicembre scrivevano in merito ad una nuova funzionalità che Instagram avrebbe testato dai primi mesi del 2019: stiamo parlando dell’introduzione degli “Instagram Creator Account”.


Come è noto, allo stato attuale, sono solo due le opzioni che possiamo scegliere: il profilo  o, in alternativa, il profilo business,che ci consente di accedere a tutta una serie di dati statistici e alla possibilità di sponsorizzare i nostri contenuti.

È chiaro che gli influencer che hanno necessità di interagire maggiormente con il proprio pubblico e, soprattutto, con i propri clienti, siano obbligati a scegliere la seconda opzione anche se, gli account business, non sono stati studiati per questo, bensì per le aziende e i brand. Mancano infatti di tutta una serie di funzionalità che invece potrebbero tornare molto utili ai Creators.

 

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Per cercare in qualche modo di riempire questo vuoto, Instagram ha ideato (e sta attualmente testando) il nuovo “Creator Account”, destinato ai suoi utenti più attivi e più influenti. Ashley Yuky, product manager di Instagram, ha recentemente dichiarato a tal proposito che“i creators” sono una parte importante della nostra comunità… Vogliamo assicurarci che Instagram sia il posto migliore e più semplice per costruire una fan base e il proprio personal brand”.

In Garage Raw abbiamo la fortuna di avere con noi uno dei Beta Tester prescelti da Instagram, si tratta di Paolo Balsamo (@paolobalsamo), con il quale siamo andati ad esplorare tutte le nuove funzionalità dell’account Creator. Innanzitutto, ad oggi, l’account non si può richiedere, è la piattaforma stessa che sceglie in autonomia a chi dedicare questa nuova funzionalità e lo comunica attraverso una semplice notifica.


Sono due, per il momento, le caratteristiche che rendono un account “Creator” differente da quello business:

• Le statistiche sulla crescita;

• La gestione dei messaggi diretti.

Nel primo caso possiamo notare un nuovo pannello nel board “Pubblico”degli insights.

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Giorno per giorno è possibile analizzare il numero di account che hanno iniziato a seguirti e il numero di quelli che hanno smesso di farlo con, in evidenza, il saldo positivo o negativo. È poi possibile analizzare nel dettaglio (pulsante “Vedi i post”) quali sono stati i contenuti più coinvolgenti per il proprio pubblico tra post, stories e IGTV. In questo modo gli influencer sono in grado di capire cosa funziona meglio per il proprio pubblico e agire di conseguenza.

Nel secondo caso invece cambia la gestione dei messaggi diretti. Gli influencer si trovano solitamente a gestire un alto numero di ‘direct’,spesso da parte di persone irrilevanti ai fini professionali. L’account “Creator” consente di filtrare i messaggi permettendo al proprietario dell’account di tenere in evidenza solo quelli più significativi o che necessitano di una risposta in tempi rapidi.

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Queste sono le uniche due modifiche che, ad oggi, abbiamo notato, ma è probabile che Instagram ne introduca altre nelle prossime settimane. È chiaro che l’obiettivo di questo nuovo tipo di account sia quello di rendere la vita più facile agli influencer ma, verosimilmente, l’aumento dei dati di insight forniti direttamente da Instagram aiuterà anche i Brand nella ricerca dei partner più adatti alle proprie necessità.

Scott Guthrie sul suo blog (https://sabguthrie.info/instagram-testing-hiding-like-counter/) ci offre un punto di vista differente e più cinico sul perché Instagram stia cercando di testare nuove funzionalità per i Creator. Egli pensa che un ruolo decisivo su queste nuove feature lo giochino le entrate pubblicitarie che, essendo in lieve flessione in altre parti della galassia Facebook, portano il gruppo di Mark Zuckerberg a concentrarsi maggiormente su Instagram, offrendo ai Brand la possibilità di contattare Influencer autentici e, di rimando, di far lentamente accettare a questi ultimi il calo della portata organica dei propri post in favore di un maggior utilizzo di inserzioni sponsorizzate.

Sarà comunque difficile che tutte queste funzioni, e quelle che verranno, siano rese disponibili agli utenti di tutti i giorni. Probabilmente rimarranno privilegio di quelle persone, oltre una certa soglia di follower, che saranno così riconosciuti come i veri influencer di Instagram.

Instagram news: Stories sempre più interattive

È di pochi giorni fa l’introduzione, da parte di Instagram, di una nuova feature all’interno delle Stories, i Quiz, che, assieme ai sondaggi, alle domande e agli Emotion Poll, contribuiscono a far si che aziende e brand siano sempre più facilitati nel connettersi con il proprio pubblico.

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Senza soffermarci sulla nuova feature il cui funzionamento non ha necessità di alcuna spiegazione, cerchiamo invece di capire il motivo per cui la piattaforma sviluppa sempre più frequentemente strumenti nativi finalizzati alla interazione immediata sulle Stories.


Il 60% delle aziende che utilizzano le Stories usa un elemento interattivo almeno una volta al mese per far si che il pubblico possa avvicinarsi sempre di più al proprio Brand. Questi elementi creano coinvolgimento e divertono ma, soprattutto, fanno si che le persone si soffermino più a lungo sulle vostre Stories. Instagram stessa afferma che, il solo adesivo per i sondaggi, abbia aumentato le visualizzazioni dei video di 3 o più secondi in 9 campagne test su 10.


Oltretutto, gli adesivi per quiz, sondaggi o poll, possono contribuire a ridurre significativamente il costo per singola visualizzazione della Stories nell’advertising: è sufficiente scegliere come unico posizionamento da ‘Gestione Inserzioni’ le Instagram Stories e spuntare la casella ‘Aggiungi un Sondaggio Interattivo’.

In un Social ‘orizzontale’ come Instagram, dove azienda e utente rimangono assolutamente sullo stesso piano, trovare strumenti utili alla comunicazione diretta è indispensabile e la piattaforma stessa è quotidianamente impegnata a sviluppare strumenti in gradi di rendere più appagante l’esperienza dei 500 milioni di account Instagram che utilizzano le Stories ogni giorno.


Provate voi stessi e vedrete che, alla stregua di una “call to action” sul feed, un adesivo interattivo vi assicurerà un maggior coinvolgimento del vostro pubblico, un più alto valore di engagement e di conseguenza una maggiore permanenza in termini di tempo nelle vostre stories. Questo vi garantirà qualche chance in più di finire nelle “raccolte stories” degli hashtag o geotag utilizzati. 




Cosa non sappiamo dell'algoritmo di Instagram?

Nell’articolo dello scorso 25 Marzo (che potete rileggere QUI) abbiamo parlato del funzionamento dell’algoritmo di Instagram, quell’insieme di regole che determina in quale modo la piattaforma personalizza l’esperienza di ciascun utente ed abbiamo analizzato i 3 fattori principali che influenzano la visualizzazione del nostro feed che sono:

  1. Interesse

  2. Tempestività

  3. Relazione


Questi sono i cosiddetti fattori “primari”, ma ne esistono altri tre, definiti "secondari” o di “secondo livello” che, anche se in misura minore, contribuiscono al nostro obiettivo. Quali sono?

  1. Frequenza

  2. Following

  3. Utilizzo


Andiamo ad analizzarli assieme nello specifico.


FREQUENZA

Quando un utente apre Instagram, l’algoritmo mostrerà i migliori post dall’ultima volta che ha fatto accesso. Questo fattore si lega evidentemente a “Interesse” (le cose che ci piacciono di più) e “Tempestività”, quindi andrà a controllare cosa è stato pubblicato dalle persone che si seguono nel lasso di tempo in cui si è stati disconnessi e, sulla base di ciò, andrà ad ordinare e a mostrare e diversi post.



FOLLOWING

Quando l'algoritmo “preleva” dalla libreria nuovi post, per trovare contenuti pertinenti al tuo feed deve esaminare tutti gli account che segui. Se segui molti account, allora l'algoritmo ha un sacco di contenuti da cui estrarre, il che significa che vedrai meno da ogni account che segui. Viceversa, se segui pochi account, vedrai più contenuti da ogni singolo utente.



UTILIZZO

Se un utente tende a utilizzare Instagram in sessioni brevi, l'algoritmo mostrerà all'utente solo il contenuto più pertinente.

D'altra parte, se un utente passa molto tempo a esaminare i contenuti su Instagram, l'algoritmo mostrerà una più ampia raccolta di nuovi e nuovi contenuti.


A questo punto possiamo facilmente comprendere come sia inutile tentare di combattere l’algoritmo (tranquilli, non tornerà mai più in ordine cronologico!) e invece, una volta compreso il suo funzionamento, sia il caso di allearsi con esso e impostare una strategia in grado di portare risultati molto più soddisfacenti.

Dovremmo sempre cercare di pubblicare contenuti pertinenti (con il nostro brand) e rilevanti (per i nostri follower) in maniera che chi ha interesse possa vederli in cima al proprio feed (vi ricordate l’articolo sulla analisi semantica delle immagini?).

Un’altra cosa importante è dare continuità alle proprie pubblicazioni: il fattore “tempestività” è basato su questo. Cerchiamo quindi di caricare contenuti almeno una volta al giorno senza sospendere per lunghi periodo di tempo.

Come avrete notato il “misterioso” algoritmo di Instagram è costantemente in cambiamento, e i fattori che lo influenzano sono davvero tanti: è essenziale comprenderli e applicarli alla propria strategia digitale, testando, analizzando i numeri e identificando ogni giorno quali siano gli aspetti essenziali per migliorare la propria presenza su Instagram.




7 APP che non devono mancare nello smartphone di un Content Creator

Nel corso degli ultimi anni essere un “Instagramer” ha portato mille differenti evoluzioni. Da chi scattava con lo smartphone e ora fotografa solo con una reflex, a chi invece arrivando dal mondo della fotografia oggi si diverte a fare tutto con il telefono.

Alcuni hanno invece mantenuto il “romanticismo” di scattare ed editare direttamente da telefono, visto che oggi i nuovi smartphone permettono di realizzare immagini di altissima qualità e di poterle editare con app (quasi) professionali.

È altrettanto vero come oggi la professione di “digital content creator” prevede di essere originali, dinamici e molte volte obbligati a realizzare molti contenuti direttamente dallo smartphone.

Vediamo quindi quali sono le 7 APP che non possono mancare nello smartphone di un Content Creator moderno.

1 - VSCO

La celebre app con cui si può davvero offrire una personalità unica alle vostre foto. I filtri di VSCO sono di grande qualità e personalizzabili all’infinito, per fare in modo che possiate crearvi il vostro “preset” che vi farà creare un feed instagram di grande impatto.


2 - SNAPSEED

L’app di Google è molto utilizzata dagli Instagramer perché permette di modificare le immagini in mille modi: dalle correzioni di base per luci, colore, temperatura, fino alle correzioni di imperfezioni nelle foto. Volete cancellare una persona che è nella vostra foto ma non vi piace? Snapseed è l’app perfetta per “sistemare” tutti i vostri scatti fatti con lo smartphone!




3 - UNFOLD

Nell’attività quotidiana non possono mancare le Instagram Stories, e se sono creative tanto meglio: quali sono le migliori app per realizzarle? Ne parleremo meglio in un prossimi articolo e nel corso in aula del 8 Maggio, iscriviti qui!

Citiamo però la regina delle app per le Instagram Stories: unfold. Permette di impaginare molteplici template che renderanno le vostre stories uniche e riconoscibili!

4 - LIGHTROOM MOBILE

Gli amanti dell’editing fotografico da smartphone non possono sicuramente fare a meno di Lightroom Mobile. Molto vicina a Lightroom in versione Desktop (ma ovviamente con delle limitazioni), permette di editare le vostre immagini scattate con lo smartphone con grande qualità e offrendo le migliori risorse possibili. Permette inoltre di editare file RAW da smartphone



5 - FACETUNE

Avete già visto qualche vostro amico incredibilmente più bello rispetto alla realtà? Facetune è l’app che vi permetterà di rendere tutto più bello: dal colore della pelle alla funzione “rimodella”, che darà una sistemata a qualche chilo di troppo ;-)


6 - CINEMAGRAPH

Avete mai visto una immagine statica con un solo elemento in costante movimento? Come per esempio una persona immobile in riva al mare e le onde che fluttuano di continuo?

Per realizzare questi originali giochi di elementi potrete utilizzare l’app Cinemagraph: è molto intuitiva e facile da utilizzare, e vi permetterà di divertirvi come vorrete per la realizzazione di fantastici video.

7 - MOJO APP

Ultima della lista, ma proprio perché è la più importante (almeno secondo noi!)

Mojo App, che vi consigliamo di scaricare a questo link, è un app di tendenza che permette di creare Instagram Stories creative e dinamiche, con un sacco di elementi in movimento continuo. Le Instagram Stories come sappiamo chiedono quotidianamente di essere “sul pezzo”: gli utenti ne vedono tantissime ogni giorno, e l’interesse cade su qualcosa di “diverso”.

E voi, quali app utilizzate solitamente?

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