Come funziona (veramente) l'algoritmo di Instagram?

Nel 2019 è quasi impossibile trovare un Brand che non sia presente su Instagram, l’ascesa di questa applicazione è stata impressionante e, nonostante un 2018 assai turbolento per Facebook (tra accuse di violazioni della privacy degli utenti, accordi segreti con partner per la cessione di dati sensibili, assenza di controllo sui contenuti, eccetera), si è giunti al traguardo del miliardo di iscritti attivi e la parabola non accenna a diminuire.

È naturale di conseguenza che le aziende, anche le più scettiche, vogliano cogliere l’opportunità di intercettare questo nuovo pubblico, diverso da quello di altri Social Network, più giovane e ben distribuito in tutto il mondo. (anche in Italia con 17 milioni di utenti attivi).

IMMAGINE1.png

Il raggiungimento di questo obiettivo è però più facile a dirsi che a farsi, una delle ragioni è che, in molti casi, i marketer non conoscono il funzionamento dell’algoritmo di Instagram, quella funzione che regola e personalizza la maniera in cui gli utenti visualizzano il loro feed. La domanda alla quale è necessario rispondere è quindi: ‘in che modo Instagram personalizza l’esperienza di ciascun utente?

Capita, a volte, di avere esperienze frustranti, contenuti che sembrano adatti e dai quali ci si aspetta buoni risultati non ottengono i risultati sperati e spesso si pongono sotto la media di altri magari meno studiati o curati, alzi la mano a chi non è mai successo.

Da ciò la nascita di supposizioni, congetture, ipotesi sulla maniera in cui Instagram gestisce il feed degli utenti spesso condite da sospetti di complotti o ‘punizioni’ da parte della piattaforma stessa.

È stato quindi un sollievo quando Instagram, nel secondo semestre del 2018, ha invitato alcuni reporter nella propria sede per spiegare nel dettaglio come funziona il suo algoritmo.

Durante l’incontro il responsabile ha spiegato che sono 6 i fattori che influenzano il modo in cui vediamo il nostro feed, 3 di primo livello e 3 di secondo, quindi con un impatto minore.

I tre criteri fondamentali sono quindi:

  1. Interesse

  2. Tempestività

  3. Relazione

Cerchiamo di analizzare nel dettaglio questi tre criteri:

IMMAGINE2.png


INTERESSE

Quando apro il mio feed i primi post che vedo sono quelli che Instagram considera più pertinenti e rilevanti in funzione dei miei interessi. Per dirla in un altro modo l’algoritmo di Instagram analizza ciò che posto, ciò con cui interagisco maggiormente e più frequentemente e mi propone quello che si aspetta io possa godermi di più.

Ad esempio, io sono un appassionato di sci e di montagna, carico spesso immagini che parlano di questo argomento e interagisco e seguo molte persone che parlano dello stesso argomento, è chiaro che l’algoritmo di Instagram ha notato questo mio interesse e cercherà di posizionare post coerenti più su di altri nel mio feed. Ma quando vado nella sezione ‘Cerca’ di Instagram, non vedrò solo post sullo sci e sugli sport invernali, ma vedrò anche immagini correlate, ad esempio fotografie di natura o di montagna in altri contesti. L’algoritmo di Instagram fa quindi una sorta di ‘previsione’ sul tipo di post che mi piacerà o che potrebbe piacermi. Ecco una immagine della sezione ‘Cerca’ del mio feed di Instagram:

Teniamo quindi sempre presente che Instagram ci osserva, analizza il nostro comportamento per cercare contenuti che possano coinvolgerci, addirittura utilizzando l’analisi semantica delle immagini (ne abbiamo parlato in questo articolo: https://www.garageraw.com/blog/instagram-analisi-semantica-immagini) è in grado di classificare in maniera assai efficiente i post in diversi argomenti (ad esempio viaggi, food, sport, fashion, eccetera).

IMMAGINE3.png


TEMPESTIVITÀ

È palese che io non voglia vedere, come primi post nel mio feed, le immagini di un evento che si è svolto una settimana fa mentre magari ce ne è un altro che si è svolto ieri sera. Instagram analizza quindi la frequenza con cui noi apriamo l’applicazione per fare si che il nostro feed sia si pertinente ma anche tempestivo.

Thomas Dimson, un ingegnere di Instagram, ha spiegato che l’applicazione riordina solo i nuovi post che vengono caricati nell’intervallo di tempo intercorso dal momento dell’ultimo accesso al momento in cui la si apre nuovamente.

Per fare un esempio, se io controllo Instagram alle 10 della mattina e poi nuovamente alle 12 e in questo intervallo di tempo le persone che seguo hanno pubblicato 100 nuovi post, Instagram controllerà solo questi li ordinerà e me li mostrerà sulla base dei miei interessi.


RELAZIONE

Quando Instagram ha variato il feed passando da un ordine cronologico a un ordine algoritmico ha scritto sul suo blog: ‘non importa quanti account segui, dovresti sempre vedere i post del tuo miglior amico’.

Quindi Instagram controlla quali sono gli utenti che frequenti di più, sa quali sono le persone di cui apprezzi i contenuti, quelle a cui invii dei messaggi diretti, quali sono le ricerche che compi (non solo utenti ma anche hashtag o luoghi), a chi lasci commenti più di frequente e le persone con le quali sei stato taggato nelle immagini.

Tornando per un attimo al sottoscritto uno dei miei soci in Garage Raw non pubblica di frequente ma, quando lo fa, nel mio feed compare sempre, indipendentemente dal fatto che io sia taggato o meno nella sua foto.

A questo punto siete curiosi di sapere quali sono gli altri tre fattori che regolano l’lgoritmo di Instagram? Restate sintonizzati sul nostro blog o iscrivetevi alla nostra newsletter, ne parleremo la prossima settimana nel nuovo articolo.