Instagram, cosa sta succedendo?

Sono settimane piene di mille aggiornamenti, bug di Instagram, cali di visibilità… ma cosa sta succedendo davvero?


La cosa è sotto gli occhi di tutti, decine di influencer, agenzie e utenti, negli ultimi giorni, hanno espresso sul web, attraverso social network, forum e blog le loro preoccupazioni sul calo della portata organica dei propri contenuti su Instagram. Le voci che, ora dopo ora, diventavano sempre più insistenti sono state smentite da un portavoce di Instagram, ma il problema resta tale.

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Molti account (personali, aziendali e Creator) stanno subendo un drastico calo di interazioni e impression sulla piattaforma.


La sensazione è quella che stia accadendo ciò che è già successo nel 2014 per Facebook, una riduzione sempre più marcata della visibilità per favorire investimenti più massicci in advertising.
Che Instagram stia introducendo sempre più funzioni atte alla monetizzazione non è infatti un segreto, è proprio di questi giorni la notizia che ai Brand sarà presto consentito la sponsorizzazione diretta dei contenuti postati dai propri influencer.


Una cosa è certa: Instagram, come in generale la comunicazione, sta cambiando molto velocemente: se un anno fa “bastava” pubblicare belle foto e avere un bel feed, ora l’esperienza degli utenti è fortemente cambiata.

Le Instagram Stories la fanno da padrona, non è un caso che una recente indagine di Blogmeter.it (fonte a questo link) affermi “che il 32% degli Italiani preferisce guardare stories anziché leggere un post, percentuale ancora più alta nella fascia 15-24 anni, raggiungendo il 52%”.

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L’indagine afferma inoltre come gli utenti di Instagram (e quindi probabilmente anche tu!) naviga nell’app perché ama seguire le stories di influencer che ci mettono la faccia nel raccontare la loro vita, e molte volte questo è proprio il motivo per cui queste figure sono diventati tali. Un racconto che sia fatto di esperienze di viaggio, di quotidianità famigliare, o di qualsiasi argomento che crei forte interesse nella comunicazione verbale della persona. L’autenticità e la spontaneità risultano essere caratteristiche di forte engagement per gli utenti.

Riporta sempre Blogmeter, “gli intervistati dichiarano di seguire le personalità social perché parlano di argomenti di loro interesse e perché sono simpatici e spontanei”.

Non è un caso che molti influencer che oggi continuano a lavorare molto, sono coloro i quali si sono adattati al cambiamento: metterci la faccia, nelle stories, è un aspetto rilevante in merito alla capacità di coinvolgere le persone, e l’indagine di blogmeter lo dimostra.

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Ciononostante, il calo della portata organica di Instagram è rilevante: il cambiamento dell’algoritmo che regola la visualizzazione dei contenuti di Instagram da parte dell’utenza ha in serbo un nuovo taglio.

Cambiare strategia? No, è necessario adattarsi, e iniziare ad investire in advertising: per i brand, e per gli influencer stessi.

Le piattaforme Social, ci piaccia o no, stanno sempre più diventando degli spazi a pagamento all’interno dei quali dobbiamo comunque sempre mantenere elevata la qualità dei nostri post, l’interazione con il nostro pubblico e capire che è diventato necessario predisporre dei budget da destinare in advertising.

Ha senso oggi presidiare Instagram pubblicando ogni giorno, e poi mostrare i nostri contenuti soltanto ad un ristretto numero di persone?