Content Marketing

Cosa non sappiamo dell'algoritmo di Instagram?

Nell’articolo dello scorso 25 Marzo (che potete rileggere QUI) abbiamo parlato del funzionamento dell’algoritmo di Instagram, quell’insieme di regole che determina in quale modo la piattaforma personalizza l’esperienza di ciascun utente ed abbiamo analizzato i 3 fattori principali che influenzano la visualizzazione del nostro feed che sono:

  1. Interesse

  2. Tempestività

  3. Relazione


Questi sono i cosiddetti fattori “primari”, ma ne esistono altri tre, definiti "secondari” o di “secondo livello” che, anche se in misura minore, contribuiscono al nostro obiettivo. Quali sono?

  1. Frequenza

  2. Following

  3. Utilizzo


Andiamo ad analizzarli assieme nello specifico.


FREQUENZA

Quando un utente apre Instagram, l’algoritmo mostrerà i migliori post dall’ultima volta che ha fatto accesso. Questo fattore si lega evidentemente a “Interesse” (le cose che ci piacciono di più) e “Tempestività”, quindi andrà a controllare cosa è stato pubblicato dalle persone che si seguono nel lasso di tempo in cui si è stati disconnessi e, sulla base di ciò, andrà ad ordinare e a mostrare e diversi post.



FOLLOWING

Quando l'algoritmo “preleva” dalla libreria nuovi post, per trovare contenuti pertinenti al tuo feed deve esaminare tutti gli account che segui. Se segui molti account, allora l'algoritmo ha un sacco di contenuti da cui estrarre, il che significa che vedrai meno da ogni account che segui. Viceversa, se segui pochi account, vedrai più contenuti da ogni singolo utente.



UTILIZZO

Se un utente tende a utilizzare Instagram in sessioni brevi, l'algoritmo mostrerà all'utente solo il contenuto più pertinente.

D'altra parte, se un utente passa molto tempo a esaminare i contenuti su Instagram, l'algoritmo mostrerà una più ampia raccolta di nuovi e nuovi contenuti.


A questo punto possiamo facilmente comprendere come sia inutile tentare di combattere l’algoritmo (tranquilli, non tornerà mai più in ordine cronologico!) e invece, una volta compreso il suo funzionamento, sia il caso di allearsi con esso e impostare una strategia in grado di portare risultati molto più soddisfacenti.

Dovremmo sempre cercare di pubblicare contenuti pertinenti (con il nostro brand) e rilevanti (per i nostri follower) in maniera che chi ha interesse possa vederli in cima al proprio feed (vi ricordate l’articolo sulla analisi semantica delle immagini?).

Un’altra cosa importante è dare continuità alle proprie pubblicazioni: il fattore “tempestività” è basato su questo. Cerchiamo quindi di caricare contenuti almeno una volta al giorno senza sospendere per lunghi periodo di tempo.

Come avrete notato il “misterioso” algoritmo di Instagram è costantemente in cambiamento, e i fattori che lo influenzano sono davvero tanti: è essenziale comprenderli e applicarli alla propria strategia digitale, testando, analizzando i numeri e identificando ogni giorno quali siano gli aspetti essenziali per migliorare la propria presenza su Instagram.




7 APP che non devono mancare nello smartphone di un Content Creator

Nel corso degli ultimi anni essere un “Instagramer” ha portato mille differenti evoluzioni. Da chi scattava con lo smartphone e ora fotografa solo con una reflex, a chi invece arrivando dal mondo della fotografia oggi si diverte a fare tutto con il telefono.

Alcuni hanno invece mantenuto il “romanticismo” di scattare ed editare direttamente da telefono, visto che oggi i nuovi smartphone permettono di realizzare immagini di altissima qualità e di poterle editare con app (quasi) professionali.

È altrettanto vero come oggi la professione di “digital content creator” prevede di essere originali, dinamici e molte volte obbligati a realizzare molti contenuti direttamente dallo smartphone.

Vediamo quindi quali sono le 7 APP che non possono mancare nello smartphone di un Content Creator moderno.

1 - VSCO

La celebre app con cui si può davvero offrire una personalità unica alle vostre foto. I filtri di VSCO sono di grande qualità e personalizzabili all’infinito, per fare in modo che possiate crearvi il vostro “preset” che vi farà creare un feed instagram di grande impatto.


2 - SNAPSEED

L’app di Google è molto utilizzata dagli Instagramer perché permette di modificare le immagini in mille modi: dalle correzioni di base per luci, colore, temperatura, fino alle correzioni di imperfezioni nelle foto. Volete cancellare una persona che è nella vostra foto ma non vi piace? Snapseed è l’app perfetta per “sistemare” tutti i vostri scatti fatti con lo smartphone!




3 - UNFOLD

Nell’attività quotidiana non possono mancare le Instagram Stories, e se sono creative tanto meglio: quali sono le migliori app per realizzarle? Ne parleremo meglio in un prossimi articolo e nel corso in aula del 8 Maggio, iscriviti qui!

Citiamo però la regina delle app per le Instagram Stories: unfold. Permette di impaginare molteplici template che renderanno le vostre stories uniche e riconoscibili!

4 - LIGHTROOM MOBILE

Gli amanti dell’editing fotografico da smartphone non possono sicuramente fare a meno di Lightroom Mobile. Molto vicina a Lightroom in versione Desktop (ma ovviamente con delle limitazioni), permette di editare le vostre immagini scattate con lo smartphone con grande qualità e offrendo le migliori risorse possibili. Permette inoltre di editare file RAW da smartphone



5 - FACETUNE

Avete già visto qualche vostro amico incredibilmente più bello rispetto alla realtà? Facetune è l’app che vi permetterà di rendere tutto più bello: dal colore della pelle alla funzione “rimodella”, che darà una sistemata a qualche chilo di troppo ;-)


6 - CINEMAGRAPH

Avete mai visto una immagine statica con un solo elemento in costante movimento? Come per esempio una persona immobile in riva al mare e le onde che fluttuano di continuo?

Per realizzare questi originali giochi di elementi potrete utilizzare l’app Cinemagraph: è molto intuitiva e facile da utilizzare, e vi permetterà di divertirvi come vorrete per la realizzazione di fantastici video.

7 - MOJO APP

Ultima della lista, ma proprio perché è la più importante (almeno secondo noi!)

Mojo App, che vi consigliamo di scaricare a questo link, è un app di tendenza che permette di creare Instagram Stories creative e dinamiche, con un sacco di elementi in movimento continuo. Le Instagram Stories come sappiamo chiedono quotidianamente di essere “sul pezzo”: gli utenti ne vedono tantissime ogni giorno, e l’interesse cade su qualcosa di “diverso”.

E voi, quali app utilizzate solitamente?

Condividetele con noi nei commenti per migliorare la nostra community!

Come funziona (veramente) l'algoritmo di Instagram?

Nel 2019 è quasi impossibile trovare un Brand che non sia presente su Instagram, l’ascesa di questa applicazione è stata impressionante e, nonostante un 2018 assai turbolento per Facebook (tra accuse di violazioni della privacy degli utenti, accordi segreti con partner per la cessione di dati sensibili, assenza di controllo sui contenuti, eccetera), si è giunti al traguardo del miliardo di iscritti attivi e la parabola non accenna a diminuire.

È naturale di conseguenza che le aziende, anche le più scettiche, vogliano cogliere l’opportunità di intercettare questo nuovo pubblico, diverso da quello di altri Social Network, più giovane e ben distribuito in tutto il mondo. (anche in Italia con 17 milioni di utenti attivi).

IMMAGINE1.png

Il raggiungimento di questo obiettivo è però più facile a dirsi che a farsi, una delle ragioni è che, in molti casi, i marketer non conoscono il funzionamento dell’algoritmo di Instagram, quella funzione che regola e personalizza la maniera in cui gli utenti visualizzano il loro feed. La domanda alla quale è necessario rispondere è quindi: ‘in che modo Instagram personalizza l’esperienza di ciascun utente?

Capita, a volte, di avere esperienze frustranti, contenuti che sembrano adatti e dai quali ci si aspetta buoni risultati non ottengono i risultati sperati e spesso si pongono sotto la media di altri magari meno studiati o curati, alzi la mano a chi non è mai successo.

Da ciò la nascita di supposizioni, congetture, ipotesi sulla maniera in cui Instagram gestisce il feed degli utenti spesso condite da sospetti di complotti o ‘punizioni’ da parte della piattaforma stessa.

È stato quindi un sollievo quando Instagram, nel secondo semestre del 2018, ha invitato alcuni reporter nella propria sede per spiegare nel dettaglio come funziona il suo algoritmo.

Durante l’incontro il responsabile ha spiegato che sono 6 i fattori che influenzano il modo in cui vediamo il nostro feed, 3 di primo livello e 3 di secondo, quindi con un impatto minore.

I tre criteri fondamentali sono quindi:

  1. Interesse

  2. Tempestività

  3. Relazione

Cerchiamo di analizzare nel dettaglio questi tre criteri:

IMMAGINE2.png


INTERESSE

Quando apro il mio feed i primi post che vedo sono quelli che Instagram considera più pertinenti e rilevanti in funzione dei miei interessi. Per dirla in un altro modo l’algoritmo di Instagram analizza ciò che posto, ciò con cui interagisco maggiormente e più frequentemente e mi propone quello che si aspetta io possa godermi di più.

Ad esempio, io sono un appassionato di sci e di montagna, carico spesso immagini che parlano di questo argomento e interagisco e seguo molte persone che parlano dello stesso argomento, è chiaro che l’algoritmo di Instagram ha notato questo mio interesse e cercherà di posizionare post coerenti più su di altri nel mio feed. Ma quando vado nella sezione ‘Cerca’ di Instagram, non vedrò solo post sullo sci e sugli sport invernali, ma vedrò anche immagini correlate, ad esempio fotografie di natura o di montagna in altri contesti. L’algoritmo di Instagram fa quindi una sorta di ‘previsione’ sul tipo di post che mi piacerà o che potrebbe piacermi. Ecco una immagine della sezione ‘Cerca’ del mio feed di Instagram:

Teniamo quindi sempre presente che Instagram ci osserva, analizza il nostro comportamento per cercare contenuti che possano coinvolgerci, addirittura utilizzando l’analisi semantica delle immagini (ne abbiamo parlato in questo articolo: https://www.garageraw.com/blog/instagram-analisi-semantica-immagini) è in grado di classificare in maniera assai efficiente i post in diversi argomenti (ad esempio viaggi, food, sport, fashion, eccetera).

IMMAGINE3.png


TEMPESTIVITÀ

È palese che io non voglia vedere, come primi post nel mio feed, le immagini di un evento che si è svolto una settimana fa mentre magari ce ne è un altro che si è svolto ieri sera. Instagram analizza quindi la frequenza con cui noi apriamo l’applicazione per fare si che il nostro feed sia si pertinente ma anche tempestivo.

Thomas Dimson, un ingegnere di Instagram, ha spiegato che l’applicazione riordina solo i nuovi post che vengono caricati nell’intervallo di tempo intercorso dal momento dell’ultimo accesso al momento in cui la si apre nuovamente.

Per fare un esempio, se io controllo Instagram alle 10 della mattina e poi nuovamente alle 12 e in questo intervallo di tempo le persone che seguo hanno pubblicato 100 nuovi post, Instagram controllerà solo questi li ordinerà e me li mostrerà sulla base dei miei interessi.


RELAZIONE

Quando Instagram ha variato il feed passando da un ordine cronologico a un ordine algoritmico ha scritto sul suo blog: ‘non importa quanti account segui, dovresti sempre vedere i post del tuo miglior amico’.

Quindi Instagram controlla quali sono gli utenti che frequenti di più, sa quali sono le persone di cui apprezzi i contenuti, quelle a cui invii dei messaggi diretti, quali sono le ricerche che compi (non solo utenti ma anche hashtag o luoghi), a chi lasci commenti più di frequente e le persone con le quali sei stato taggato nelle immagini.

Tornando per un attimo al sottoscritto uno dei miei soci in Garage Raw non pubblica di frequente ma, quando lo fa, nel mio feed compare sempre, indipendentemente dal fatto che io sia taggato o meno nella sua foto.

A questo punto siete curiosi di sapere quali sono gli altri tre fattori che regolano l’lgoritmo di Instagram? Restate sintonizzati sul nostro blog o iscrivetevi alla nostra newsletter, ne parleremo la prossima settimana nel nuovo articolo.

Come impostare una biografia perfetta su Instagram

Spesso sottovalutata, a volte poco curata, la biografia è invece parte integrante e fondamentale del vostro account Instagram, sia esso un profilo personale oppure business.

Lavoriamo molto, impegnando tempo e risorse per fare sì che il maggior numero di utenti possibile raggiunga la pagina del nostro profilo, è quindi importante mostrare loro nella maniera più chiara, immediata e interessante possibile ciò che abbiamo da offrire.

I campi in assoluto più strategici sono quelli denominati ‘nome’ e ‘nome utente’ i testi inseriti in questi spazi sono infatti gli unici ricercabili in Instagram attraverso la pagina ‘esplora’.

È facile comprendere che vanno sfruttati a dovere e in modo intelligente.

Il campo ‘Nome Utente’ (freccia fucsia) altro non è che il nickname che abbiamo scelto al momento dell’iscrizione, può essere il nostro nome e cognome, il nome della nostra azienda o, più semplicemente, un Nick che ci piace ma che non rimanda direttamente a noi.

Indipendentemente da ciò che abbiamo scelto non è consigliabile modificare questo campo per non disorientare i follower ma il nostro nickname andrà invece a influenzare pesantemente il secondo campo, quello denominato ‘Nome’. (freccia verde)

FOTO1.png

Il campo ‘Nome’ ci mette a disposizione 30 caratteri che dovremo provare di sfruttare a nostro massimo vantaggio. Se il nostro Nickname è già il nostro nome o quello della nostra azienda è inutile replicare la dicitura, cerchiamo invece di indicare qualcosa per la quale immaginiamo poter essere ricercati.

Nel mio caso, sopra riportato a esempio, il nickname è Iena70 e nel campo nome ho inserito il mio nome e cognome e il nome della azienda per la quale lavoro. In questa maniera se qualcuno non mi conosce su Instagram ma invece sa il mio nome riesce comunque ad individuare il mio profilo. Se addirittura fa una ricerca come Garage Raw potrà trovarmi ugualmente assieme a tutti gli altri miei soci e al profilo aziendale.

FOTO2.png

Per fare un ulteriore esempio se avete come Nickname (Nome Utente) il nome della vostra attività potreste usare il campo Nome per descrivere cosa viene fatto in azienda (es. Pizzeria Bologna, Ristorante Vegano Milano, Agenzia di Comunicazione Bologna, eccetera) in questa maniera diventerete immediatamente ricercabili anche per quelle Keyword.

Anche l’immagine di profilo è importante, le dimensioni ottimali sono 612 x 612 pixel a 72 dpi. e dovrete cercare di usare un’immagine quanto più riconoscibile e identificativa vi sia possibile. Fateci caso, quando scorrete per guardare chi ha interagito con i vostri contenuti, chi ha lasciato like o commenti, se l’immagine è chiara e riconoscibile (in buona sostanza si nota) voi potete capire, tra i tanti, chi è stato senza dover necessariamente leggerne il nome.

Avete 150 caratteri per scrivere la vostra biografia che è la presentazione di voi stessi e del vostro profilo su Instagram. Usatela bene, indicate la vostra città, il vostro paese, quello che fate, potete essere originali inserendo emoticon oppure call-to-action che invitino i vostri follower a compiere qualche azione (es. iscriversi alla vs. newsletter o scaricare la vostra app.). Se avete non avete un profilo business diventerà indispensabile indicare anche una mail di contatto.

FOTO3.png


Tenete anche presente che se inserirete mention e/o hashtag queste saranno cliccabili.

Indicate chiaramente il vostro sito internet, o blog, o Landing page, o e-commerce, eccetera nel campo Sito Web se avete meno di 10.000 follower e quindi non avete la possibilità di inserire link all’interno delle stories questo è l’unico link attivo all’interno dell’applicazione. Valutate anche la possibilità di inserire uno short link attraverso i tanti software web che offrono questo servizio per monitorare quanti accessi riuscirete ad avere da Instagram.

Le informazioni private non sono visibili, all’interno troverete la mail con la quale vi siete iscritti alla piattaforma e un campo nel quale inserire il vostro numero di telefono. VI consiglio di farlo perché in caso di problemi Instagram comunica con voi tramite SMS. Da tenere presente che a profili diversi devono essere associati numeri diversi.

Ora siete pronti ad avere una biografia perfetta, aspettiamo i vostri screenshot per verificarle insieme.

















I 5 motivi per cui è necessario creare contenuti unici per il proprio brand

L'evoluzione dei social media è talmente veloce che affidarsi alle ormai note strategie di social media marketing può non rivelarsi sufficiente.

La portata organica dei post su Facebook ed Instagram sta via via diminuendo, i competitors sulle nuove piattaforme digitali sono in costante aumento e distinguersi non è più così facile come in precedenza. 

creare-contenuti-instagram

In altre parole, non basta più avere un piano editoriale e qualcuno che “pubblichi nei social”.

Abbiamo quindi riassunto i 5 motivi per cui, secondo noi, è necessario creare contenuti unici per il vostro brand: fotografici, video, ispirazionali. 


Essere riconoscibili

Gli utenti devono riconoscere nella comunicazione social (ma non solo!) del brand un “tone of voice”, uno stile unico e riconoscibile dagli altri, specialmente se si opera in una fetta di mercato in cui la concorrenza è al passo con la rivoluzione digitale. 

L’obiettivo primario è fare in modo che gli utenti possano dire “Questa è una tua foto”.

Uno scatto di Giorgia Polo (@giorgette_p), nota Content Creator italiana.

Uno scatto di Giorgia Polo (@giorgette_p), nota Content Creator italiana.


Creare interesse e valore

Spesso vediamo piani editoriali saturi di foto “rubate” dal web o acquistate in piattaforme di vendita immagini: chi non si è mai imbattuto nei profili di due brand concorrenti che per le festività natalizie pubblicano nei rispettivi social la medesima immagine scaricata da Shutterstock? Bene, questo sarebbe meglio evitarlo! 

Produrre contenuti su misura permette di fare un salto di qualità notevole, ma soprattutto di evitare “copie” di altre aziende.

creare-interesse-instagram

Ecco perché puntare sul content marketing è diventato fondamentale: per catturare l'attenzione è necessario creare contenuti visuali di qualità che permettano di raggiungere e stimolare l'interesse di potenziali clienti.



Adattarsi al cambiamento

Oggi tutta la comunicazione digitale ruota intorno ad Instagram, dove gli utenti non guardano più il classico feed fotografico ma trascorrono molto più tempo scorrendo le Instagram Stories (alzi la mano chi non le guarda tutti i giorni!). 

essere-su-instagram

Considerando questo cambiamento di utilizzo dei social da parte degli utenti, è necessario creare contenuti video verticali da pubblicare ogni giorno per posizionarsi bene nel social del momento. 



Advertising 

Nuovi e molteplici contenuti permettono di avere maggiori soluzioni da poter condividere su Instagram, e Facebook, anche attraverso una pianificata attività di advertising. 

Mutano le abitudini degli utenti e, di conseguenza, mutano anche i canali in cui è più “efficace” investire il proprio budget per le inserzioni pubblicitarie. 

advertising-instagram

Le Instagram Stories oggi garantiscono impression e conversioni molto più alte rispetto ad altri posizionamenti dei social media.





Originalità

Qual è il primo motivo per cui si segue un brand o un’azienda che comunica bene su Instagram? Una delle principali risposte sarà “per l’interesse che crea con i contenuti che pubblica”. 

Un feed omogeneo e studiato: @santamargheritawines

Un feed omogeneo e studiato: @santamargheritawines

La creazione dei contenuti d'impatto deve andare di pari passo con la creazione di interesse: gli utenti devono sentirsi parte della narrazione, devono seguire una storia che sia in grado di mostrare il prodotto con uno storytelling visivo emozionale e sempre meno “markettaro”.


Voi cosa ne pensate? Quali sono i motivi per investire nei contenuti della vostra azienda?